CAMOGLI


Sospirano le onde fra rari palazzi
in angoli riposti marosi di spuma
antichi sputi cantucci della mente
Seguivo nere curve di coste
ardori andati di esistenze passate
trafficando amori clandestini
amori sul nascere presto morti come carogne
fra scogliere ardite nascoste
spiagge assenti pietre metafisiche
grida immobili di pescatori forti
ubriachi d’assoluto e vino a buon mercato
lacere reti tirate a riva
e lo sbattere nel mare
di dolori e ricordi alla deriva
Ho seppellito ogni amore
sotto assi disgiunte
di amorfe violente soffitte scordate
in case dirute di paesi solo sognati
Cercavo giardini fioriti
sulle sponde del liquido padre
o i confini dell’essere
vagando con il naviglio distante
che portava vite certe ed ignote
all’improbabile meta
di libertà?

 

Alberto Figliolia