AL ALFAMI ALBERTUS FIGLIOLIAE FECIT
LA NOTTE DELLA LUCEI bruchi di Escher scalano
cosmi di gradini, scale di cielo
torri dai tetti d'oro e odio
dove il dentro è fuori, il fuori dentro. Dove?
Esseri si trascinano con pena
nell'assurdo saliscendi senza tregua
scrutando rivali troppo vicini
ammiccando - con orrore - a quelli lontani.
Aperture di luce ignota, borbottii
di dei crudeli, alla deriva...
Non vi sono umane menti
a fabbricare artifizi né pentimenti
solamente rassegnazione, demente confusione
Sono prigioniero di quest'ufficio
Sono schiavo delle nubi che non vedo
Dentro di me ho pozzi oscuri di libertà
Vi precipito senza posa per non riemergere
Mai più

 

Alberto Figliolia