| prosa #19 ferve il bruco a scovare i crocicchi del cervello: crocchi di dita svelte e sciolte le labbra a pronunciare i versi giusti: così si fa un mondo nuovo, onesto, il marcio ai vermi volentieri, che ci si sfamino, porelli, e non gli scampi. si fa l’estremo dire di ciò che mai si è, che rimane celato poiché lo si misura, l’ombra leggèra del solco, l’occhio sulla nuca. la morsa tensione a toccare l’elettrone, il viso sotto il trucco: è quando ti guardo e tu abbassi gli occhi, l’ombra che ci diventiamo e mai ci apparteniamo. esistere perché ci si guarda e non che per quello, e per questo stesso poi essere già da prima, e del prima volere che ci dica dal passato nel presente, in un atto, per forza, mancato. di questo ai signori dalle sedie a contratto nulla frega, che proprio esistono per questa rimozione, e così vanno avanti a promozioni, come bravi scolaretti, a giocare immemori da vermi tra i vermi. |
|
|
Giuseppe Catozzella |
|