Giuseppe Catozzella è nato a Milano nel 1976 e risiede suo malgrado nella periferia milanese. Laureato in Filosofia con una tesi su Nietzsche che si rifà a posizioni di Carlo Sini, lavora come redattore per la narrativa di A. Mondadori Editore, casa editrice per cui ha tradotto anche alcuni romanzi.
Giornalista freelance, scrive regolarmente per la Cultura di “Nuovasesto” e saltuariamente per “Maxim”.  Suoi testi sono apparsi su “Private”, su “Poesia da Fare”, sul “IX Quaderno di Poesia da Fare”, e nell’antologia “Segreto delle fragole 2008” di Lietocolle Ed..  La sua prima silloge poetica, “Scrivere il silenzio”, risale al 1996.
Proponiamo qui qualche estratto dalla sua nuova raccolta “La scimmia scrive.Prose” (uscita nell’ottobre 2007 per le Biagio Cepollaro E-dizioni http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm) [..“testimonianza del processo di autocoscienza che il mondo ha raggiunto attraverso l’autore” e cerebrale prova di emozioni in divenire nel meccanismo a mutuo scambio della liberazione dei limiti corporei e indicativi del gesto nel segno atteso come indicazione e dominazione congetturata del nominare. Come l’autore ama definirlo, il riferimento alle ‘prose’ è una provocazione ma anche una strategia a tavolino per dividere la poesia da se stessa.
In un nevrotico allontanamento dall’atto del fare, inteso come lo spulciarsi della scimmia, e dall’ossessione del creare “una presunta unicità”, Catozzella porta a galla  una personale rivendicazione ghiandolare e pineale della natura al contempo duale e univoca da cui di continuo l’uomo sfugge nell’azione quotidiana del consueto generare. Queste false prose sconfessano l’atto del produrre e ci rimandano ad un fatale adattamento disadattato che inverte  nascondimento e ritrovamento dell’uno nel paradosso del divisibile all’infinito, in quel vortice proiettivo che è il concetto di raddoppio e divisione, nell’intreccio inevitabile della eterna sensualità dell’ unione-unificazione a coppia. ]  Alessio Luise