NELL'ESTATE LARGA

1

Scoppia da una radura bruciata di stoppie
il forte frinire dei grilli nell'estate larga
La vita insensata rabbrividisce nella caldura
Un tripudio di spilli puntella il cielo
onda che ride di gioia e.dolore

3

Spenti gli astri buttati a manciate
sulla tabula rasa della notte,
spenti i lucori effimeri dei sogni
immemore esplode la luce,
il vento gonfia gli alberi marini
spettina le siepi dei pitosfori
odora di muschi e di conchiglie e di ceste
strofina cinerine ardesie, e tu
con i sandali lucenti appari sull'erba
dove prima era notte.
Da troppo tempo ho imparato
che le immagini s'affollano come l'aria
alle porte dell' anima, stordiscono
gelide parvenze, foglie secche,
fantasmi: tremano come fili d'erba
rabbrividiti dalla salsedine
Greve zavorra è il corpo che giace
oppresso dagli anni
Non c'è terra né mare né cielo
oltre le siepi dove sprofonda l'abisso;

4

Una rosa s'affoca nel vïola*
e odora di cannella
come i baci bruciati dalla sete.

5
Trilla una lamina d'oro,
una celesta impazzita
sul vertice del bosco. Il picchio
o un'ultima cicala nella sera
che sprofonda di silenzio in silenzio
stoltamente grida
ci sarà un'aurora?



* VAR.: dï viola: la dieresi sulla i trasforma il verso in endecasillabo


inedita
Sandro Boccardi