BLU *

Qualcuno la chiama Piccola Neve.
Loro, da dentro, dicono Blu.
Serve a stordirsi di bianco
a sciacquarsi dagli occhi
un regno di sguardi, pareti di dita
e pupille spuntate per dire puntando
cieche masticando parole.
 
E allora  si sceglie.

Allora viene quel respiro
e ci si perde.
                         -
Ma tu, che leggi le lettere belle
riesci a vederli i pomeriggi
grigi uguali, stipati come maglioni
col “dove” degli altri che filtra a gocce
si annida in chiazze da dietro gli armadi?
Qui non si muore, sbiaditi ci si continua.
 
Fuori continuano le strade.

E sempre dietro gli occhi, nelle tasche di tutti
ognuno cova un altro dove.
Nei giorni si svezzano prigioni
le si cresce tra sillaba e gola
fino a che il grido sfuma e si fa sfondo.
 
Non è una grata che stringe di nero

dentro o nei parchi, qui o chiusi su un viale
ma la vita, lasciata a guardarsi.
Un’agonia di gusci e cicale.

  
*          Nelle carceri milanesi Blu è la bomboletta di gas usata in cella per il caffè o altre vivande.

 

Marco Bin