Quella tua poca coordinazione


I.

Quella tua poca coordinazione

nel tirare gli elastici;

i tuoi versetti e le risatine

a quell’imbarazzo delle dita,

a quell’ammanco

di polso, gomito, spalla

e del colpo, all’improvviso,

frustato sulla mano

come una luce, una giornata

che si spegne sull’autostrada

e sul suo tappeto

rosso di fari.

 

II.

Inizia la vacanza

con l’espressione crudele

di casa nostra che s’allontana

e degli spazzini arancioni

che passano le scope,

rifanno la strada, pennellano.

 

Punti il mento sulla spalla

mentre guido nella coda

dei milioni che partono.

Hai sempre avuto un traffico

negli occhi, un gioco rumoroso

sul viso

ed enormi mete

a cui tendere i tuoi talloni

bianchi di bambina.

 

III.

Apri le braccia,

attenta a restare zitta

come ad un solletico

o ad una messa al mare,

- strana,

quando al padre nostro

le braccia stanno aperte,

ma tutte diverse. –

 

Mi stringi

fino alle tue piccole unghie,

fino ad unire i corpi raggelati

dal caldo lento del viaggio.

Hai al polso nudo

quell’elastico rinunciato.

 

Lanci nel tuo abbraccio

più carne che puoi.

 

Stefano Aldeni