Millionesimo fiore

 

Sai durare s’una strada

con inaudite mani immediate

che ti stringono al suolo

sulle tue poche cosce.

Sono i corpi dei passanti

a guardarti, le loro paure;

gli occhi s’innestano altrove,

s’impigliano lontano e tu

rimani al costo di una sosta,

come un milionesimo fiore.

 

La luce ingiallisce

nel mezzo tramonto

e mezzo temporale

ed in quell’ora, tra quelle mani,

piano

stride il tuo bambino,

chilo dopo chilo, senza

una minima coperta, una lana

di capelli lunghi sulle spalle

e sconci, in quella loro caduta

così nuda e peggiore.

 

L’industria dei tuoi piedi

parte dal tuo bacino

di un bianco colossale:

ti sostiene

come un arto in legno,

vincolandoti alla fatica;

ti risponde sulla vita

in tutte quelle sere

di fitte mostre, pigioni alla carne

chieste seno su seno. 



Stefano Aldeni