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Il Pervigilium Veneris è un poemetto anonimo di novantatré settenari trocaici contenuto nell’Antologia Latina (silloge del V-VI secolo redatta in Africa durante il regno dei Vandali). L’attribuzione è incerta così come la datazione (tra il II e il IV secolo). L’amore, nella sua duplice dimensione corporale e spirituale, è al centro dell’opera, che fu apprezzata, tra gli altri, da Walter Pater e da T.S. Eliot, che ne immetterà un emistichio nel finale de La Terra Desolata: “Quando fiam uti chelidon?” (Quando diventerò una rondine?). Qui lo si propone nella versione libera di Luigi Picchi, un amico che vive e insegna in quel di Como. |
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