Sergio Lagrotteria - Intervista a Roberto Dossi

 

 

       

Roberto Dossi è nato il 6 luglio 1974 e vive a Osnago. Le sue esperienze di vita, dopo aver lavorato come fabbro, lo hanno portato ad incontrare la poesia.

Quando e perché è nata l'idea di fondare una casa editrice?

La casa editrice "Quaderni di Orfeo" è nata poco più di un anno fa, nel settembre del 2003. Tu sai che scrivo poesie e, dopo anni di letture e di riflessioni sul mondo dei libri, è sorta in me la decisione di cimentarmi in questo campo.
Sono stato spinto, per così dire, da un lato dalla necessità di dare la possibilità ad altri poeti di vedere le loro opere pubblicate in un lavoro che porta con sé ancora il tempo di vivere l'oggetto poetico con il sapore della manualità, della ricerca della carta, dei caratteri, del disegno originale o dell'incisione; dall'altro, dall'incontro con la poesia di Rainer Maria Rilke, dal mio grande amore per l'uomo Rilke, da tutto quello ruota intorno a lui, e dal desiderio di pubblicare, in una nuova traduzione, quale prima opera il Requiem per un'amica, composto a Parigi per la morte dell'amica pittrice Paula Becker.

Anche se lo si può intuire dal riferimento a Rilke, come hai scelto il nome della tua casa editrice ossia "Quaderni di Orfeo"?

Nasce semplicemente dall'unione dei Quaderni di Malte Laurids Brigge e dai Sonetti a Orfeo, due opere straordinarie del poeta praghese.

Quanto ha contato l'esperienza da te maturata al fianco di Alberto Casiraghy della Pulcinoelefante?

Sicuramente è stata importante sotto diversi punti di vista per l'importanza dell'aspetto artigianale legato alla produzione dell'oggetto libro, di un libro figurato d'artista, stampato a mano; poi naturalmente le strade divergono, anche se ancora oggi collaboro con Alberto.

Altri collaboratori, oltre che amici, sono Dario Borso, che insegna Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Milano, e Luciano Ragozzino, incisore...

L'incontro con l'incisore e stampatore delle edizioni Il Ragazzo Innocuo Luciano Ragazzino e con Dario Borso mi ha dato la possibilità di iniziare realmente la realizzazione dei Quaderni di Orfeo, di comprendere il grande lavoro che sta dietro un libro, stampando a mano con una macchina tipografica a caratteri mobili nella Stamperia dell'ex Gelateria di via Guinizelli. E il primo frutto è stato appunto il Requiem per un'amica, con la traduzione di Dario e un'incisione di Luciano. Da qui siamo andati avanti!

Quali gli autori o le tematiche che privilegi?

Nella scelta dei testi prevale forma del poemetto, poema di piccole dimensioni di vari argomenti, in modo particolare, ma non esclusivo, di poeti stranieri da riproporre in una nuova traduzione. I quaderni sono, come dicevo prima, stampati a mano con caratteri Garamond, Bodoni, su diversi tipi di carte Hahnemuhle, Magnani, con sovraccoperte di carte colorate, o stampate con linoleum; per cui ogni quaderno è sempre un progetto diverso all'interno del progetto generale, un progetto accompagnato dalla mano di artisti come Dorazio, Paladino,con opere originali, disegni, incisioni, con diversi formati, tutti numerati e firmati nel colophon dagli autori, in una tiratura limitata che va dalle quaranta alle settanta copie.

Pensi di ampliare la gamma della tua offerta?

Questo lo si vedrà man mano, però ti posso anticipare alcune prossime stampe: Sette poeti per Rainer Maria Rilke, Sette poetesse per Marina Ivanova Cvetaeva, Giampiero Neri con Piano d'erba e altre ancora.

Dammi una valutazione degli aspetti positivi e negativi del mondo dei piccoli editori di oggi...

Beh, ci sono tanti piccoli editori che fanno cose egrege, che hanno lo spirito e le capacità con cui anch'io tento di realizzare libri. Certamente non viviamo d'aria, abbiamo anche noi bisogno di mangiare, tuttavia la passione per la poesia, per la ricerca di nuove voci poetiche oppure di riscoperta di autori del passato ha chiaramente il sopravvento: infatti prevedo di pubblicare giovani poeti come Zanchi o Valeria Sorrentino, poeti in cui credo e sui quali sono disposto a sommettere, a rischiare. Io non chiedo di pagare come invece molti fanno spacciandosi per editori: personalmente non li ritengo tali. Non ho poi la smania, come altri, di pubblicare a tutti i costi i grandi nomi, quelli affermati, pur conoscendone diversi e pur avendoli stampati: anche il poeta importante può scrivere versi mediocri. Oppure a volte non c'é la giusta opportunità. Avevo, ad esempio, la possibilità di pubblicare un saggio di Mario Luzi su Rilke, scritto negli anni '50, ma ci ho rinunciato perché non ne vedevo la connessione col mio progetto editoriale ....insomma... per farla breve... spesso nel mio lavoro per un sì ci sono dieci no.

Oltre che editore sei anche poeta, raccontaci quando è nata in te la passione per la poesia? Quali poeti hanno lasciato tracce profonde su di te? qual è un tema che ti è particolarmente caro?

Mah, io ho cominciato a lavorare come fabbro, lavoro che poi ho lasciato, e mi sono gettato a vent'anni nel mondo della poesia. Tante letture, ma anche tanti incontri, e tra questi Rilke, scusa se mi ripeto, e la Merini, donna fuori dal comune e che mi ha dato molto. Un tema che ritorna con frequenza nelle mie poesie è quello della morte: quando se ne parla, fa paura, mentre in me suscita curiosità, attenzione, perché in fondo rappresenta un mondo sconosciuto da avvicinare.

Tu hai il piacere, come hai appena detto, di conoscere personalmente Alda Merini che ti ha dedicato, tra l'altro, varie poesie: ricordo "Ritorna al vento della poesia" in Clinica dell'abbandono, pubblicato presso Einaudi; qual è la tua opinione su di lei come poeta e che cosa pensi che la differenzi dagli altri poeti?

Posso dire di essere molto vicino alla Merini, intimo in un certo senso; mi ha dedicato diverse poesie e questo chiaramente mi onora... a volte mi chiama alle tre del mattino per dettarmi i suoi versi tanto per dirti il grado di confidenza che tra noi.
Va detto che forse la sua passione per la poesia è stata in parte strumentalizzata portandola alla pubblicazione di troppe raccolte. Io, personalmente, mi sento più misurato: in dieci anni ho pubblicato una sola raccolta, benché potessi pubblicarne altre. Questo perché quando si scrivono dei versi, bisogna far passare del tempo per verificarne meglio la forza, la profondità...
Comunque, la Merini per la sua umanità, la sua ricchezza interiore, è poesia, è la Poesia, non semplicemente una poetessa.

Un tuo giudizio sulla situazione attuale in relazione al pubblico che legge poesia; che ne pensi poi delle iniziative di pubblica lettura come quella di Dante da parte di Sermonti, qui a Milano, che ha avuto un grande successo...

Non è facile dare giudizi: sicuramente la poesia non ha una grande tiratura. Mi auguro naturalmente una maggiore diffusione, ma non ne faccio un dramma. La poesia bisogna andarla a cercare...ritengo che sia un'esperienza che vive della solitudine della lettura, nata un'esigenza intima, molto personale. Pur non disprezzandole, iniziative di pubbliche letture come nel caso che citavi tu mi danno più la sensazione di eventi spettacolari che non di vera ricerca personale.

 

A cura di Sergio Lagrotteria